Mauro Faina's blog

School Adventures

Barcellona 2017 – 2nd day

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Giovedì 27 aprile. Mi sveglio a Porto Torres, prima tappa dell’arca Grimaldi. Sono le 7.30. Che bello, non c’è fretta, tutto tace. Approfitto della linea per avvisare i colleghi, messaggini alla mia amata e una doccia corroborante per svegliarsi definitivamente. Colazione secondo l’ora da signori, alle 10.30 e breve visita all’arca che oltre a quattro negozi scalcinati e una sala giochi, non offre poi molto. Ci si siede tutti al cosiddetto bar catalunya. Orario previsto per l’arrivo le 9 di stasera. Ok, l’arca di Noè ha navigato per 40 giorni. Non lamentiamoci.
Si inganna il tempo verificando i posti da visitare, accidenti è la terza volta in gita a Barcellona, ma devo riguardare la cartina per fare mente locale…trascorre un’altra ora, ma la nave continua a ballare. In cabina le valige camminano per la stanza ed è meglio starsene distesi sul letto! Alle 18.30, a 25 ore dalla partenza, bussano alla cabina. Siamo arrivati! No, falso allarme, dobbiamo liberare le stanze immediatamente. Mancano ancora 3 ore. Ci si riunisce nell’anfiteatro della nave, una ragazza dell’intrattenimento inizia a cantare e così, tra una canzone e un’altra, si arriva a Barcellona. L’arca attracca. Non è finita, in quanto l’albergo si trova fuori Barcellona, a 70 km di distanza. Ricarichiamo le valige. Alle 23.30 arriviamo a Lloreta de Mar, sito dell’albergo grand Beach. Un 4 stelle di epoca franchista, vecchio, sporco e dedicato alle famigerate scolaresche. Parca cena e presa possesso della favolosa camera. 30 ore di viaggio, hotel della serie la famiglia Addams, freddo e senza particolari attrazioni all’esterno. Più di così cosa volete? Comunque riusciamo con i ragazzi della classe a prendere un dolce e una birra nella pizzeria fronte albergo gestita da un simpatico toscano scoperta dopo esserci aggirati per i paraggi come lupi nella tundra. Domani Barcellona!

Written by dago64

May 3, 2017 at 2:55 pm

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Diario di Bordo – Barcellona – 26 Aprile 2017

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Le gite, brevi o corte che siano, meritano sempre un diario a ricordo indelebile. Ecco il racconto di questa settimana trascorsa a Barcellona con i quinti del Rosselli/Mattei. Non ci saranno nomi propri o riferimenti, ma tutte le citazioni non sono casuali!! 🙂

Mercoledì 26 aprile. Leaving day! . Alle ore 17 appuntamento fronte scuola con gli altri docenti di e le varie quinte dell’istituto Rosselli. Classi dell’ economico, del chimico, dell’elettronico, del professionale insomma tutti gli indirizzi rappresentati. Tanti genitori, molti fidanzati poche fidanzate…gli uomini soffrono sempre di più i distacchi! C’è il tempo di fare ricevimento genitori suppletivo mentre i vigili controllano che gli autobus siano in ordine. Le solite incertezze su quale sia il mezzo di ogni classe e poi via, con le piccole lacrime dei vari genitori disperati e dei fidanzati, nemmeno andassimo in guerra! Civitavecchia è la ns prima meta dove ci aspetta il traghetto Grimaldi per portarci in terra di Catalogna. Al porto non mancano le incertezze, in quanto gli autisti ci dicono di non essere autorizzati ad entrare nell’area imbarchi e chiaramente il gruppo non può passeggiare per tutta l’area vigilata e pericolosa. Finalmente si capisce che si può entrare con i mezzi per brevi soste e risolviamo la situazione risalendo sui bus e raggiungendo la zona d’imbarco. Lunga attesa per ritardi vari, si inganna il tempo giocando a biliardino in cui subisco una pesante umiliazione da una squadra mista uomini/donne, un gelato, chiacchiere infinite, compilazione liste camere e finalmente arriva la luce verde. Problemi finiti? Ma che! Un’altra ora per salire sulla nave con raffiche di vento a scolpirci i faccioni, canti di disperazione e speranza allo stesso tempo e a 6 ore di distanza dalla partenza vediamo i ponti di questo traghetto Grimaldi. Finalmente possiamo entrare nelle cabine…no, falsa speranza, molte chiavi con lettura codici a barre non funzionano. Ok, pazienza. Lasciamo le valigie e andiamo a farci rifare la scheda alla reception collocata al settimo livello. Il tipo spagnolo capisce più l’inglese che l’italiano, strano a dirsi, ma mi dà prontamente una nuova chiave alla retorica domanda: what happened?
Well.. it doesn’t work! Prendo possesso della gradevole cabina Grimaldi alle 23.30! Una doccia e si cerca un posto per mangiare. La nave offre varie soluzioni. Un ristorantino in fondo a uno degli innumerevoli corridoi pare decente. Attendo gli altri colleghi e si consuma un buon risottino agli scampi. La nave ancora non si muove e…poi…miracolo, si parte alla 00.30! In 7 ore abbondanti abbiamo coperto meno di 200 km! Immaginavo della gita tipo migranti dalla Libia e per il momento è tutto confermato. Ritorno in camera dopo un giro di sopralluogo durante il quale vedo le varie scolaresche si aggirano come zombie per il traghetto. Nessun problema. Ragazzi per il momento controllabili. Finalmente il lettino matrimoniale della mia cabina si profila all’orizzonte. Sono le 2 di notte. Orfeo mi cattura.

Written by dago64

May 3, 2017 at 12:12 pm

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A Busy Month

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Vero, è praticamente un mese che non riesco a trovare il tempo di raccontare le avventure scolastiche di questo 2016-2017 che ormai posso definire controverso. Perchè controverso? Mah, spesso nel ruolo del docente siamo combattuti fra la soggettività e l’oggettività. I miei studenti sono sempre più delle persone non solo a cui trasmettere l’inglese, ma anche a cui fornire una sorta di piccola mappa per la vita per quanto possibile. Con le classi che ho da tre anni (eguagliato il record di permanenza con una classe e mi accingo a batterlo) subentra un rapporto anche di fiducia e, spesso, devo “rompere” quel rapporto di fiducia per tornare a essere oggettivo con i voti. Facile a dirsi, molto meno a metterlo in pratica. Questo sdoppiamento di ruoli può inficiare il primo obiettivo che è quello di insegnare la materia e valutare per quanto sanno i ragazzi. Si, li vorresti tutti studiosi e preparati, ma spesso noti che lo studente deve essere tenuto sempre sui carboni ardenti altrimenti lo perdi e non riesci a trasmettere. Spesso quando è il momento di assegnare i meritati due, noti in qualcuno un senso di smarrimento e di tradimento, ma purtroppo l’unica arma del docente è proprio quel maledetto voto che deve essere sempre un punto di riferimento con tutte le attenuanti del caso. Quando qualcuno non capisce, a malincuore devi bocciarlo, devi farlo per il suo bene, altrimenti l’eccessivo buonismo può creare seri danni alla formazione. Certo, qualcuno mi potrà dire che l’assenza di meritocrazia nella società italiana non spinge di certo gli alunni a impegnarsi più di tanto e a lottare il meno possibile. Spesso puoi udire la frase: ma chi me lo fa fare? Una bella conoscenza, una bella raccomandazione come è d’uso in Italia, e via, altro che libri. Continuo a pensare che non sia così, ma gli esempi che ci circondano spesso ci fanno dubitare. La Cultura con la C maiuscola deve ancora essere inseguita e sono ancora convinto malgrado la parabola discendente a cui stiamo assistendo. Un mese è trascorso dall’ultimo post, potrei raccontare tante piccole storielle, ma mi dilungherei troppo. Vediamo cosa è successo in questo ultimo lunedì del febbraio 2017. Una prima ora con il V B chimico, una classe con cui ho raggiunto tre anni. Vogliamo dire se mi hanno ascoltato mentre spiegavo la Cold War? Diciamo che ci hanno provato, ma alle 9.05 mi hanno praticamente costretto a smettere. Modulo storico veramente poco attraente per i marmocchi che molto probabilmente accompagnerò a Budapest, città che non ho mai visto. Alla fine delle prima ora ero già stanco, avevo parlato tra mille interruzioni e quanto è difficile trovare il ritmo di lunedì! Seconda ora con i ragazzotti terribili del 1B. Si terribili e faccio una fatica boia a tenerli buoni. Mille e uno richieste, stanno prendendo coscienza (in pratica si stanno svegliando) del loro essere studenti della prima superiore (con tutti i pro del caso) e cominciano a mettere in atto i primi trucchetti. Va beh, interroghiamoli e smorziamo il loro entusiasmo! E dopo queste due ore non certo rilassanti dove posso finire? Ovvio nel 3B, una bella classe, ma accidenti quanto stanno diventando polemici, quasi quanto il 4B. E via a parlare di un problema di classe, molto aggressivi direi e nelle loro rimostranze (in questo caso giuste) vorrebbero essere appoggiati. Non posso, e non voglio. Per quanto gli voglia bene (anche loro dopo tre anni) non posso stare dalla parte degli studenti, non sono un loro amico, e devo smorzare certi atteggiamenti un poco irruenti. Sempre difficile farlo, ci vuole uno sdoppiamento, ma il rispetto dei ruoli nella scuola è sacro e non sempre è facile conseguire un comportamento al di sopra delle parti. Sono comunque una classe nella maggioranza di qualità, vogliosi di apprendere e di fare, e dopo tre anni, si può affermare che il gruppo di docenti ha ben lavorato. Speriamo duri, spesso ci sono classi che si perdono per strada. Finalmente ho un’ora di pausa e il baretto di fronte la scuola merita tutta la mia attenzione. Sana bomba con la nutella, cappuccino, giornale e dopo si rientra a scuola per affrontare le ultime due ore con le mie due seconde. Inizio con la 2B. Ok la vera classe con le comari di Windsor (indovinate chi sono?), però devo confessare che sono tutti davvero divertenti. Speriamo migliorino con l’inglese, li sto caricando di compiti e impegni. Ho comunque una percezione positiva e vedrò l’anno prossimo i risultati. All’ultima ora invece vado nella peggiore classe che abbia quest’anno, presi singolarmente sono bravi ragazzi, ma questo gruppo classe non va e purtroppo sarò costretto a prendere provvedimenti in qualità di coordinatore. Dovrò ricorrere ai genitori e chiamarli ad uno ad uno, proprio perchè là dove non arriva il docente è necessario l’intervento dei familiari. Devo distribuire 2 qua e là, richiamarli in continuazione e alzare la voce. Sarà dura fino alla fine dell’anno, una vera guerra, ma come gli ho detto, io sono pronto alla pugna e voi? Giornata comunque lunghissima, tipico lunedì da scuola (insopportabile come quando ero studente), ma se hai lavorato e ne esci sereno, puoi dire che anche oggi è andata. Bye Guys….c u soon! a-busy-month

Written by dago64

February 27, 2017 at 6:30 pm

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Waste Land

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Devo confessare che la nuova linea “politica” che seguo a scuola (Education First 🙂 ) funziona! Si, per dirla alla Trump make school great again è una frase che sostituisce l’altrettanto efficace frase yes we can! Yeah, let’s make our school great again! Come è possibile farlo, vista la totale deriva della scuola pubblica affondata dalla scellerata 107 del pupazzo da Rignano? E’ possibile, prima di tutto partendo da noi, dai tanto sempre criticati docenti (qualche volta a ragione). Non è sicuramente con i computer o le lim che possiamo cambiare o, meglio, migliorare l’offerta. Non voglio parlare dei famigerati registri elettronici, che, spesso, invece di aiutare, rallentano e rendono farraginoso il lavoro a scuola. Lo dissi (ok non sono un oracolo, ma 9 anni fa da qualche parte lo denunciai) che le procedure cartacee non possono essere adattate ai tanti software che girano, bensì bisognerebbe cambiare le procedure tradizionali radicalmente e pensare i tipici processi della scuola in maniera diversa. Ma quella è un’altra storia. Migliorare l’offerta significa prima di tutto preparare delle lezioni sempre migliori, arricchirle con nozioni (non mi svalutate questa parola, senza una buona cultura non si può avere una competenza degna di questo nome) di spessore e si potranno fare lezioni anche con un semplice gesso e la lavagna. Potenziamenti, progetti, nuove frontiere alla Star Trek, le classi capovolte, ragazzi di che cosa stiamo parlando? La cultura si trasmette con un semplice libro, con una semplice lettura, un segno sulla lavagna può dare spunto per grandi temi (ok in questo caso non sono umile, oggi partendo da una parola di origine francese sono arrivato a riempire la lavagna di termini fino a parlare della costituzione americana. Punto di partenza? Una pronuncia sbagliata. Non sono un genio, non sono uno stupido, solo che una persona di medie capacità riesce a trasmettere nozioni collegate fra loro e dare gli strumenti adatti ai ragazzi per capire, intuire e approfondire. Ok, non sempre è possibile, dall’altra parte c’è il nemico, gli studenti ci combattono, ma è una battaglia leale e alla fine, la maggior parte (per il 100% stiamo lavorando, ma è difficile) dei discenti apprezza la professionalità e l’impegno. Qualcuno mi potrebbe dire: questo ci deve sempre essere! Bene, non sempre è possibile, dato che negli ultimi dieci anni i moduli della burocrazia statale fanno perdere un sacco di tempo. Scrivere tutto, si dice giustamente, ma spesso si dà importanza al particolare invece di badare all’essenziale. Da almeno 12 anni sento i dirigenti esclamare: prima la vigilanza! E la didattica? A chi interessa la didattica?  Da troppo tempo vedo presidi riempirsi la bocca : prima la continuità! E poi puntualmente l’anno dopo, la continuità è sacrificata per altre dubbie necessità. Quest’anno siamo arrivati al paradosso: per il potenziamento da attuare si sono tolti i docenti alle classi e sostituiti con altri docenti esterni. E quelle classi? Anche la peggiore classe del mondo ha diritto almeno per un anno di mantenere quell’adulto che dovrebbe guidarli. Nulla di tutto ciò. Il nuovo avanza e tutto quanto si faceva prima è sbagliato. La scuola tradizionale? Ha “prodotto” grandi uomini e donne. Potrei continuare a parlare per delle ore, ma questa settimana voglio elogiare non una mia sola classe, ma tutte quelle che ho l’onore di istruire alla lingua inglese. Non li abbandonerei mai, dal primo all’ultimo. Mi fanno divertire, mi fanno arrabbiare, ma mi fanno vivere in questa Waste Land del 2017 dandomi soddisfazione e voglia di fare. La Waste Land ci circonda con tutte quelle nuove assurdità che si sentono fin dalla Moratti (e poi venne la Gelmini con la Giannini per finire al ministro con il titolo della scuola media!). Non se ne può più, si sentono i progetti più assurdi, iniziative, proposte ex scuola e le ore in classe?  Hanno aumentato le ore scuola lavoro…e vai, sempre meno in classe, sempre meno istruzione e più manualità, ma non si può essere bravi artigiani se non si ha la conoscenza degli oggetti che maneggi! Purtroppo non è facile combattere contro questa deriva che, volenti o nolenti, dobbiamo seguire in quanto dipendenti del Ministero dell’Istruzione o, per dirlo alla Orwell, Ministry of Truth! Destinati alla sconfitta, ma sempre combattendo. Eroi senza la vittoria all’orizzonte…

wasteland

Written by dago64

January 26, 2017 at 10:58 pm

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On Strike!

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Finalmente trovo il tempo di aggiornare il mio blog redivivo (conto al momento due lettori 🙂 ) . Ripresa delle lezioni 2017. Accidenti, un trauma e a osservare gli studenti, anche per loro non è stato uno scherzo. Il lunedì 9 gennaio è stato veramente uno dei peggiori lunedì del 2017, ma dopo 15 giorni di relax e hobby, beh, almeno gli stimoli ci sono per far bene. Devo confessare che i rovesci della parte finale del 2016 sono alle spalle, quindi la voglia di stare in classe e il desiderio di migliorare sempre di più il livello delle lezioni sono tornate a mille e per il bene della didattica, i progetti e le idee vengono così, spontaneamente. Di altro avviso gli studentelli a scuola, facce che danno “profonde” motivazioni ai docenti e un gennaio da cardiopalma, con compiti in classe e interrogazioni ad attenderli al varco. Enjoy that!! Partecipazione, dunque, scarsa e una totale mancanza d’interesse nelle spiegazioni del 2017 ha caratterizzato questa settimana che ha trovato il suo culmine proprio oggi, con lo sciopero che non ti aspetti del venerdì mattina. Percorro il marciapiede verso la palazzina Ovest e vedo tutti gli studenti fuori alla seconda ora. Cosa sarà mai successo? “Ah”, mi dico,” oggi c’era la prova evacuazione!”Nulla di tutto questo. Oggi i 1500 studenti del Rosselli, quasi nella loro interezza, protestavano contro le incurie relative alla nostra scuola, il simbolo evidente di quanto ha fatto l’amministrazione Renzi…nulla! Già ho elencato in precedenza la manutenzione in pratica carente da parte degli organi che dovrebbero occuparsene (la provincia questa sconosciuta). Come al solito la colpa non è di nessuno e, malgrado la scuola debba offrire un servizio dignitoso, lo stato o chi per esso non provvede. Tiriamo avanti fra mille problemi e scusate, i docenti in queste situazioni, sono vittime quanto gli studenti. Oggi una collega mi chiedeva riguardo a una mia velata intenzione, se possibile, di chiedere il trasferimento. Beh, già ho risposto in precedenza e lo ribadisco. Tengo ai miei studenti e per il bene della didattica e per un percorso corretto, sicuramente per i prossimi tre anni non me ne andrò mai a meno di essere cacciato! La prossima settimana va in scena la Board Wargame School e sarà poi seguita dal nuovo corso di certificazione TOEFL. Stay tuned guys. C u soon! chicagostrike

Written by dago64

January 13, 2017 at 4:37 pm

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Grease

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I giorni scorrono tranquilli verso la fine di questa prima parte di anno scolastico e devo confessare che la decisione di concentrarsi interamente sull’attività didattica sta dando i suoi frutti, anche se mi sembra di aver fatto passi indietro, dato che trovo serenità e soddisfazione solo in classe. Ci farò il callo, ma non mi “piaccio” tanto! Mai come quest’anno ho pensato di voler andare via (next year) da una scuola che mi ha “adottato” e che ho “adottato”, ma tutto sommato come fai a lasciare gli studenti che ormai pendono dalle tue labbra? Il “sacrificio” che un docente  può fare nel rimanere in una scuola che non “ama” più è proprio quello per i suoi studenti, il target del nostro stare a scuola. Tutto il mio corso B del chimico e la “mia” 2C rappresentano vere soddisfazioni in quanto hai delle conferme quotidiane che ti spingono a pensare: ehi, sei qui per questo, per formarli, non farti distrarre da altro. Perchè il titolo Grease? Wow, la scorsa settimana facendo lezione ho citato il film Grease e ho detto ai miei pargoli del 2B: tanto voi non sapete nulla di questo mitico film. Ecco, non l’avessi mai detto! Lo conoscevano e sapevano anche i titoli delle canzoni principali della colonna sonora. Ehi, questa musica è dei miei tempi. Ma tutta la platea ha esclamato: queste sono canzoni veramente mitiche e ci piacciono. Va beh, sono un fan di Grease e Saturday Night Fever (anche di Staying Alive) e non me l’aspettavo di certo. Il 2B…mi vogliono far dire per forza che è la mia classe preferita! Beh, ovviamente non posso sbilanciarmi, dovrei scontentare tutti e sono poche le volte che non ho legato con le classi e posso affermare che fino a prova contraria, ogni mia classe è la preferita nel momento in cui ho lezione e un rapporto continuato. Ecco, forse visti i rovesci delle ultime settimane, in cui da docente mi sono sentito proprio piccolo, posso acquistare energia e linfa vitale proprio da tutti i “miei” ragazzi.

Oggi, 19 dicembre, una prima ora in quinto veramente terribile. Sapete quando avete la bocca impastata e dovete prendere ritmo? Ecco, non ci riuscivo. Una prima ora deprimente, lezione dal mio punto di vista insufficiente e i campioni del 5B non hanno certo collaborato, visto che erano reduci dalla tipica festa dei 18 anni! Ci rifaremo! Le cose sono migliorate nel primo B, in cui ho scoperto che alcuni voti erano spariti dal registro elettronico (convinto di averli inseriti, devo indagare) e dopo aver riordinato il tutto, via con la listening quotidiana. Mi piacciono questi giovani studenti. Li vedo già decentemente scolarizzati e vediamo se a forza di ascoltarmi, riusciranno a migliorare l’inglese. Accidenti quanto chiacchierano! Devo confessare che la lezione migliore è stata quella fatta nel 3B chimico, veramente gratificante e degna di elogio (ok non sono umile). Una bella lezione completamente in lingua (erano tranquilli… strano) che ha spaziato dalla grammatica fino alla storia. Meno male, dopo lo schifo della prima ora, ci voleva qualche pillola di positività. Ehi, a scuola cambiano l’orario in poche ore e mi ritrovo con una quarta ora  di buco e poi via a fare le ultime due ore. Completamento interrogazioni con il 2B (bravi, ma ancora non usano frasi basiche di inglese) e la sesta ora con la più vivace classe che ho quest’anno, quella 2C in cui ho i campioni che hanno perso l’anno . Un fatica immane a tenerli, la porta aperta o meglio, assente non aiuta e gli ultimi dieci minuti avrei avuto bisogno di un…non lo so, pare che siano presi dall’aria natalizia (anche qualche cosa d’altro). Sono preoccupato riguardo alla disciplina di questa classe. Già li ho ripresi più volte, ma pare non sia sufficiente. Ne riparliamo a gennaio. Alle 2 fuori ad accogliermi, quell’antipatica pioggerellina invernale con un freddo non indifferente. Deprimente, ma riesco a sorridere alla giornata appena finita. Another maniac Monday is over! Stay tuned guys. Hope 2 c u soon! grease-image-3

 

Written by dago64

December 19, 2016 at 6:46 pm

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Reset and smile

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Penultima settimana di scuola prima delle meritate vacanze natalizie. Direi che fra gli studenti già si respira aria di festa e noi docenti progettiamo le ultime lezioni dedicando l’ultima ora dell’anno al cosiddetto Party Christmas!. Lentamente le classi diventano sempre più disciplinate, seguono decentemente le regole e tutto sommato posso ritenermi soddisfatto del lavoro fatto. Certo, c’è molto da fare, ma vedo che la strada è tracciata. Bene così. Il lunedì non è mai facile per tutti, fin dalla prima elementare odio questo giorno, ma poi, lezione dopo lezione, torna il sereno. Prima ora in VB chimico. Ehi, stranamente tutti puntuali e inizio lezione alle 8.20! Grande cosa. Riesco a tenerli per almeno 40 minuti e sono soddisfazioni! Leggono come l’ultimo dei Mohicani! Speriamo di migliorare la loro pronuncia in inglese per l’esame di stato. Seconda ora con i cuccioli del primo B chimico e lezione light and easy interrotta da una nuova collega che ho provveduto a informare sulla scuola e operazioni relative. Terza ora con la 3B e va beh, una classe che ho avuto come ben sapete dal primo anno e devo confessare il mio debole per una classe che ha delle evidenti qualità e che spesso sottovaluto. Come al solito Lorenzo mi evita il compito in classe di recupero!! E’ da indottrinare come il resto del gruppo. Quarta ora con degli autentici leoni in gabbia, quel secondo chimico in cui sono confluiti i ripetenti (fra l’altro miei!). Una fatica, ma conto di tenerli e mostrargli la retta via. Ci vuole tempo, voglio continuare a dargli fiducia e spero questa sia ben ripagata. Gli faccio la solita ramanzina sul comportamento e la disciplina che devono mantenere con tutti i docenti. Sono esuberanti e criticoni, troppo! E’ la classe in cui manca la porta dall’inizio dell’anno e a quanto pare provincia, comune o enti similari non provvedono. Quasi fantozziana la cosa, ma purtroppo non si riesce a trovare una soluzione. Dopo una quinta ora sul divano blu, sesta ora con l’altra seconda. Sono stanchi, i virgulti, ma devo interrogare. Miriana mi va in crisi, rimandata alla prossima volta, e divento duro e spietato facendo un’interrogazione rigida e con domande molto circostanziate. Ne fanno le spese Lorenzo e Federica. Ultima chance per recuperare, la listening! Giornata lunga, ma piacevole. Il reset mi ha fatto bene, con una totale focus sulle mie classi e all’angolo le attività esterne che comunque riprenderanno alla grande in gennaio. Stay tuned Guys!smile-1

Written by dago64

December 12, 2016 at 6:05 pm

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