Mauro Faina's blog

School Adventures

Desperate student….last episode

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E andiamo a chiudere la cronistoria di quello studente disperato (ma non troppo) nel 1986. Ci eravamo lasciati con l’approccio e affondo finale con la ragazza del liceo, con cui non mi entusiasmavo più di tanto. Prima di tutto mi capitò pure di conoscere la madre (accidenti andai a trovarla a casa e mi presentò ai suoi, un grave errore come poi saprete)) e fra l’altro faceva sempre la preziosa (della serie tempo limitato, appuntamenti con il contagocce e poco scambio culturale, chi ha orecchie per intendere…). Diciamo che era bionda (e come ben sapete ho un debole incredibile per le bionde…) e veramente carina, ma non ero del tutto convinto. In ogni caso il periodo primavera 1986 scorreva molto positivamente in quanto uscivo sempre con un gruppo di 8, 9 fra ragazzi e ragazze e si organizzavano cose divertenti. Naturalmente all’interno di questo club, nascevano nuovi amori e simpatie, in cui naturalmente per il momento non rientravo. Sta il fatto che la mia lei stava sempre con 2 inseparabili amiche (spesso si usciva insieme) e una di queste ( che chiameremo Teresa) aveva una sofferta storia d’amore con un mio diciamo compagno d’avventure. Ma l’altra? La ragazza con cui stavo (che chiameremo Francesca) era amica inseparabile di quella famosa lei che incontrai quella sera passeggiando a Latina Scalo. Ero in confidenza con queste tre ragazze e arrivata l’estate, dopo la chiusura delle scuole (frequentavano tutte e tre la quarta liceo), andavamo insieme al mare e le sere a mangiare la pizza. Giorno dopo giorno cominciai a notare lei (che chiameremo Simona), l’amica del cuore di Francesca. Inizialmente non ci volevo credere, ma una sera, in macchina, incrociai Simona e guardandola camminare, con quei boccoli biondi e fisico mozzafiato, decisi che era la ragazza che faceva per me!!! C’era però un problema. Anzi due. In primis lei mi disprezzava sempre. Diceva che ero uno stronzo, inaffidabile e altre cose. Io ricambiavo con varie amenità che non sto qui a elencarvi. Il secondo è chiaro: stavo con la sua amica del cuore. Dovevo quindi iniziare da lontano e credetemi non era facile. Cominciai dalle piccole cose. Una sera mentre prendevamo i gelati, chiesi alle ragazze cosa volessero e mi feci fare un elenco dei gusti. Volutamente evidenziai che mi ricordavo solo di quelli di Simona. Poi sulle panchine o al mare, cercavo di sedermi sempre e soltanto vicino all’adorata. La Francesca non la consideravo più e seppi che cominciava a preoccuparsi da Teresa, con cui avevo un rapporto di confidenza e cercavo di consigliarla su come doveva fare con il mio amico e a mia volta le confessai il terribile dilemma. Ora non ricordo precisamente quanti giorni passarono, ma era la seconda metà di giugno. Dovevo passare all’attacco diretto, il lavoro ai fianchi non rendeva nulla. E dove poteva avvenire l’attacco diretto? In spiaggia!!! Bene in una delle ultime giornate assolate di giugno tutti assieme andammo al mare e aspettai metà mattinata. A un certo punto, sotto l’ombrellone, dissi: Francesca e Simona, devo parlarvi…..Francesca e Simona mi guardarono stupite. Io e soltanto loro due ci allontanammo dagli altri e in riva al mare, cominciai a parlare. Beh, non fu così facile, ma alla fine del mio discorso, entrambe, fra l’incredulo e lo stupito, si allontanarono per fare il bagno. Simona mi disse subito che era amica di Francesca e non poteva mettersi con me!!! Francesca era di mille colori. Qualche lacrimuccia e ko tecnico!!! Chiaramente rimasi là da solo a fissare il mare, come un cretino che diceva: ecco ho rovinato tutto e mi ritrovo con nulla in mano!! Accidenti….Quella mattina parlai con Teresa e anche lei era preoccupata sul fatto dell’amicizia fra le due amiche, che avevo incrinato. Immaginate il ritorno in macchina con le due ragazze. Silenzio di tomba, con imbarazzanti frasi da entrambe le parti. Andai a casa veramente triste. La mattina dopo, io, le tre ragazze e altri amici saremmo andati a Terracina (presso un residence, mi pare Rio Claro) per passare una giornata al mare. E non vi dico come trascorse la mattina. Francesca cercava di fare l’allegra, Simona era silenziosa e io stavo con Teresa (poi scoprii che non le ero indifferente…anzi). Giornata del cavolo, in cui parlai anche con Simona, che mi ribadì la sua fedeltà all’amica. Ero distrutto. Le dissi che se non le ero indifferente, non poteva buttare tutto a mare. Ma non si mosse dalla sua posizione. La giornata seguente andai al mare da solo, al solito posto dove ci trovavamo sempre e qui incontro Simona da sola con la sorella. Ragazzi, non mi ero arreso e appena steso l’asciugamano, come una specie di lupo sulla presa, andai di nuovo all’attacco. Non ricordo quanto parlammo, ma mentre ero steso sull’asciugamano e chiacchieravamo, improvvisamente Simona partì con un bacio, ma che dico bacio, un missile terra aria che durò almeno tre minuti. No, non era possibile. Ce l’avevo fatta? Ma che, dopo questo momento paradisiaco, arrivò la doccia fredda: Simona si alzò e disse: non credere che stiamo insieme…….e rimasi come un fesso. In ogni caso riuscii a strapparle un appuntamento per il pomeriggio a Latina per discutere della situazione…..passai a prenderla in macchina alle 15 del pomeriggio (lo ricordo ancora come fosse adesso). Puntuale come un orologio e tirato a nuovo, con la mia vecchia renault (pensate era rossa!!!), eccomi alle vecchie autolinee di Latina, lei era là, e dissi fra me….ehi all’appuntamento è venuta !! Direzione lido di Latina e parcheggio alle dune, dove dopo 5 minuti ma che dico, dopo 3 minuti, fioccarono baci e bacini…era fatta!! Non ci credevo, ma era fatta!!! Non stavo più nella pelle. Quella sera non mangiai, mia madre mi vide strano (e disse: non ti ho mai visto così). Cominciò così quella storia d’amore che dura ancora oggi e spero non finisca mai. Teresa riuscì finalmente a mettersi con il mio amico e Francesca pianse tanto, ruppe l’amicizia con Simona e anche i genitori mi presero a male parole. Purtroppo, in amore come in guerra nessuna pietà. Era l’estate del 1986. Il giorno in cui ci mettemmo assieme fu il 5 luglio, una data che festeggiamo sempre. 20 anni sono passati, e ancora adesso li ricordo con una gioia immensa. La vita ci regala tante sorprese, belle e brutte, ma penso ancora oggi di essere un uomo fortunato per aver incontrato Simona. Chissà, domani magari l’amore potrebbe finire, ma godiamoci il presente e magari qualche bel ricordo. Nulla c’è di scontato nella vita, ma spesso siamo noi gli artefici delle nostre fortune. Spero di non avervi tediato con questo romanzetto, che in ogni caso si basa su fatti realmente accaduti e penso che prima o poi capitino a tutti. Magari vi aspetto con qualche bel vostro racconto…..

Written by dago64

November 26, 2006 at 7:51 pm

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8 Responses

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  1. Ehi prof sono Martina complimenti bel romanzo..può scrivere un libro..scherzi a parte..con quello ke ha scritto della sua vita mi ha fatto un po capire cm la pensano i ragazzi innamorati..e cioè completamente uguale alle donne e nn dica di no xke forse l’unico momento in cui l’uomo e la donna sn messi allo stesso livello è proprio l’amore..qnd si è innamorati nn si pensa più e soprattutto la cosa importante è sl far felice l’altro,il resto del mondo nn esiste xke lui/lei diventa il tuo mondo..nn voglio fa la sdolcinata xo anche se sn una ragazza mi rispecchio tanto in quello che ha scritto..cmq prof se vuole può anche fare un altra scommessa visto che mi ha detto che nn arrivo al panettone..se fossi in lei scommetterei su un tempo maggiore,nn voglio fa la modesta xo penso che sn poche le coppie spensierate e felici cm noi..qndi prof si ricordi che ha scommesso e quella famosa pizza cn la nostra classe è ancora da fare qndi si prepari a pagarla..un bacio Martina VG

    Anonymous

    November 27, 2006 at 2:22 pm

  2. Professò ke bella storia, sembra una di quelle favole col principe azzurro ke ogni piccola donna sogna di incontrare per vivere cosi felici e contenti 🙂

    Federica 5°A

    November 27, 2006 at 2:51 pm

  3. Gran bella storia, professore, tanto più che è vera (anche se lei con una Renault ROSSA non me lo immagino proprio…)

    luigi

    November 27, 2006 at 4:49 pm

  4. Prof., una bellissima storia…Mi ha fatto riflettere molto, non avevo mai visto queste genere di cose da una prospettiva diversa…Ho pure finito i fazzoletti, come cavolo faccio adesso?

    giulia

    November 27, 2006 at 6:12 pm

  5. Prof.complimenti!!!!!è ECCEZIONALE!!!!……L’AMORE NN CERCA DI COMPIACERE SE STESSO,Nè PENSA A SE ,MA A DONARE CONSOLAZIONE A UN’ALTRO,E COSTRUISCE UN PARADISO NELLA DISPERAZIONE DELL’INFERNO!…..Prof…In amore,come nella golosità,il piacere va dosato con la massima precisione!..beh,è riuscito a dosare il suo essere uomo per alcuni giorni ma poi……..cmq complimenti di nuovo!!!AUGURI!!!!

    federica5bcl

    November 27, 2006 at 10:15 pm

  6. Professò, tutti si complimentano con lei, ma io penso alla povera (non mi ricordo il nome), che ha lasciato delusa e amareggiata. lei è un essere riprorevole, con rispetto parlando. E poi soprattutto la renault ROSSA, ah! l’unica cosa interessante è che all’inizio lei è la simona vi ho odiavate se ho letto bene…eccellente, c’è speranza anche per me (decisamente non mancano quante mi odiano). Good Niht and Good Luck

  7. Ma guarda ke tenerone… e ki lo sarebbe aspettato!!! Spero ke questa storia abbia da insegnare un pò a tutti quanti… me compreso!

    coks

    December 2, 2006 at 11:59 am

  8. ok, cerchiamo di capire cm funziona.prof, sn agostina(V G),dopo 7 anni sn riuscita a convincere mio padre a farmi un computer, ed è anche portatile!! cmq, devo dire ke ne ha vissute tante! sembrano quelle storie alla de filippi…sa 1 cs? nei primi giorni di lezione cn lei, mi ha dato 1impressione di “latin lover”(e avevo ragione),xo nn lo immaginavo cosi romanticone!! ke marito xfetto ke ha simona!! e povera francesca!! ma nn si può avere tutto dalla vita! ora vado a nanna…baci ago. p.s. nn la si vede più in giro!?

    Anonymous

    December 12, 2006 at 10:30 pm


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