Mauro Faina's blog

School Adventures

California day 11-14

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13 Agosto. Mattinata rilassante con la solita e ottima colazione alla La Boulangerie di Sutter 222 e visita al Pier 1, un porto turistico con un mercato pieno di ogni ben di Dio e brulicante di persone. Si incontra di tutto. Dallo stand con ogni tipo di fungo a quello con i tipici formaggi californiani. Non mancano vini, frutta a volontá e localini per mangiare di ogni genere. Fino alle 11 SF é preda della nebbiolina e poi, lentamente, fa capolino un sole pallido. É il ns ultimo giorno di weekly rental da Blazing Saddles. Prendiamo delle ottime bike per raggiungere la sempre soleggiata Sausalito. Si pedala fino a Crissy Field, poi si prende la salita per il Golden Gate e attraversiamo. Oggi é domenica. Il ponte é letteralmente preso d’assalto, una marea di bikers dell’ultima ora crea soltanto confusione, ma tocca pazientare. Dopo alcune shoulders raggiungiamo Sausalito. Cittadina prettamente turistica e ordinata. Giriamo per i negozietti e ritorno con il traghetto. Ad attenderci verso le 6 la solita tipica foschia di SF con i suoi 16-18 gradi. Salutiamo gli amici di Blazing Saddles e cena al Pier 1 da Gott’s, posticino che stamattina tardi era preso d’assalto. Ottima carne e ottimi shakes al cioccolato. Torniamo al Meridien alle 9 circa. Lungo la strada i sempre numerosi homeless e qualche guy fuori di testa. Domani sveglia all’alba. Ci aspetta lo Yosemite.

14 Agosto.  Levataccia alle 5 del mattino. Il bus per portarci verso la Sierra Nevada é questa volta in orario. Alle 7.30 am si parte per Yosemite. Lasciamo la foggy city attraversando Bay Bridge e il suo traffico allucinante e procediamo verso Est. Come sempre accade negli Stati Uniti, appena usciti da una grande cittá ci si rende conto quale sia il vero paesaggio americano. Grandi estensioni di terreno disabitati e ricchi. Piccole cittadine a misura d’uomo e tradizionali, con un ritmo di vita che potremo chiamare provinciale. New York, Philadelphia, San Francisco, Washington sono uno specchietto per le allodole, ma non é retorica la frase: i veri Stati Uniti sono fuori le grandi cittá ed é tutto vero. La regola vale anche per SF. La California é fatta di grandi ranch e ricca di valli con svariate coltivazioni. La temperatura diventa piú mite appena ci si muove verso Est e si incontrano cittadine da Far West come Oakdale e Grovedale, con i vecchi saloon e gli edifici tipici dei fumetti di Tex Willer. I veri cowboys sono di queste parti. Si tengono rodei ogni settimana. Ci lasciamo i quadretti da far west alle spalle e raggiungiamo il vasto e spettacolare parco nazionale dello Yosemite. Paesaggi d’altri tempi a contatto con delle vere meraviglie della natura. Dovrei scrivere molte pagine per descriverne la bellezza. Ogni foto scattata é indimenticabile. Chi puó, almeno una volta nella vita dovrebbe visitarlo. Si riparte verso le 5.30 pm con il bus della Gray line. Fra una sosta e l’altra si ritorna a SF alle 10.30 pm. Scendiamo a Union Square e raggiungiamo l’albergo, non senza aver incrociato un gran numero di homeless.

15 Agosto. Notte agitata con incubi che variano da ritorno al lavoro e la vacanza sta finendo. Purtroppo ogni bella vacanza ha un suo epilogo. Peccato non avere una terza settimana. La giornata di SF è totalmente lavorativa, il ferragosto qui sarebbe difficile da spiegare. La colazione della Boulangerie ci rimette comunque di buon umore. I guys ormai ci conoscono e ci servono automaticamente. Locale da 9, secondo solo all’altra catena francese Le Pain quotidienne. Grazie di esistere! Avevamo tenuto per ultima la visita al museo della Wells Fargo, una grande banca americana che qui espone la storia della grande corsa all’oro e delle prime diligenze. Da non perdere, piccolino il museo, ma ricco di curiositá che mi arricchiscono culturalmente. Da buon professore di lingua inglese, ogni anno queste full immersion nella vita americana mi permettono di crescere veramente tanto. Ma fare due mesi invece di due settimane? 🙂 🙂 :)Si mangia qualche cosa presso Super Duper, una grande rivelazione per qualitá e servizio. Pomeriggio di shopping e regalini per parenti e amici, oltre alla visita dell’HQ della Levis.  Salutiamo il Pier 39, tutto l’Embarcadero e tutti i begli angoli di SF qui sull’Oceano Pacifico. Check in on line e aereo confermato per il giorno dopo.

16 Agosto. L’aereo per il ritorno parte da SF alle 7.30 pm. Scalo a Londra e connection flight per Roma. Abbiamo ancora una mezza giornata piena per goderci SF. E cosí facciamo. Si torna al Pier 1 attraverso i mercatini e musicanti dell’ultima ora. Poi ultima passeggiata lungo Market Street e ritorno in albergo. Volevamo entrare da Ghirardelli, questa catena di cioccolato tanto gettonata da queste parti. Appunto sovrastimata e con cioccolato molto comune come i gelati. Prezzi alti. Insomma, se potete, evitate. Lindt rules! Il ns Super Shuttle é in orario (negli ultimi anni ci aveva fatto disperare), attraversiamo il solito traffico caotico di SF ( oggi riapertura scuole per di piú) e si raggiunge in circa 30 minuti lo scalo internazionale. American Airlines per il ritorno opera attraverso British Airways (meno male) con un bellissimo A380 ad aspettarci! Le due carrette volanti dell’andata sono un ricordo . Il viaggio da SF a Londra é tranquillo e tutto sommato riposante. Finalmente riesco a vedere i Guardiani della Galassia 2!Atterriamo al Terminal C di Heathrow e raggiungiamo velocemente il Terminal A. Finalmente dopo molti voli non perdiamo il connection flight e via imbarco per Roma. Ultima tappa di questo lungo, ma appagante viaggio. La California merita sicuramente piú di una vacanza e poi dove lasciamo il Midwest? L’anno prossimo se tutto va bene, San Diego, LA e la Death Valley. Intanto archiviamo con soddisfazione l’ennesimo capitolo della serie alla scoperta degli Stati Uniti.

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August 21, 2017 at 1:11 pm

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California day 8-10

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10 Agosto. Oggi cambio programma. Volevamo recarci a visitare Muir Woods con la bike, parco con sequoie e affini a circa 40 km,  ma avevamo bisogno di riposo. Quindi giornata dedicata al Central Park di SF, il Golden Gate Park, e visita alla gettonata Accademia delle Scienze della California con mostra sui dinosauri e un ambiente di foresta pluviale ricreato all’interno. Mostre ben fatte e tipiche da queste parti. Passeggiare fra le farfalle multicolori non ha prezzo. Si ritorna in autobus e attraversiamo zone decisamente poco raccomandabili. Homeless e affini dominano certi angoli della cittá. Si cena da Super Duper e via in albergo. Domani ci aspetta la Sierra Nevada con lo Yosemite.

11 Agosto.  Sveglia all’alba per raggiungere Yosemite…no no no. Puntuali aspettiamo Gray line, ma il bus non passa. 6.30, 45, 7.15…nulla. Telefono, uffici del tour operator chiusi. Yosemite rimane una chimera e decidiamo di andare a fare colazione per poi andare a protestare presso la compagnia. Alle 9.30 siamo allo sportello, si scusano (problemi tecnici 😀😀😀😀) e rinnoviamo la prenotazione per il lunedí. Decidiamo di fare la giornata a zonzo per SF con il bus panoramico. Simona ha lo scatto di un felino e mi dice: Mauro, arriviamo con il bus panoramico fino a Sausalito attraverso il Golden Gate, e poi shuttle al mitico Muir Woods, il parco nazionale delle sequoie. Detto fatto. Simona ha delle intuizioni fantastiche. Lo spettacolo del parco é da togliere il fiato. Giornata stupenda che finisce in Union Square per shopping. Cena da Super Duper, raccomandato e ritorno in albergo.

12 Agosto.  Le ns avventure continuano a Oakland e Berkeley, di fronte a SF dall’altra parte della baia, per andare a trovare Dana Lombardy, designer e scrittore, e un negozio di giochi. Per raggiungere queste due localitá si prende il ferry. 30 minuti ed é fatta. All’arrivo ci aspettano Dana e la moglie, Ann. Gentili e ospitali. Ci portano prima a un grande store di giochi e poi a Berkeley, sede della famosa universitá. Posti gradevoli e rilassanti, lontani dal tipico caos di SF. Concludiamo con un dinner di fronte alla baietta di Oakland. Il salmone del Pacifico é veramente buoni. Riprendiamo il ferry alle 6 per SF. Chissá quando rivedremo questi posti, ma li conserveremo per sempre nel ns cuore.

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August 21, 2017 at 1:03 pm

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California day 4-7

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6 Agosto 2017. Non abbiamo ancora un fuso orario bilanciato. Alle 5 della mattina ci si sveglia. Ancora abbiamo nelle gambe la stanchezza della pedalata del giorno prima, ma fortunatamente il lettone e le comoditá dell’albergo ci permettono un certo recupero. Oggi dovremmo incontrare Jack Greene e Dana Lombardi, due noti designer di wargames. Dovrebbe essere giornata meno impegnativa e cosí sará. Pranzo con gli amici al pier 39, prenotazione Yosemite, shopping lungo market street. Dana e Jack sono veramente gentili e abbiamo modo anche di improvvisare un’ intervista per Gioco e Storia. Dopo le peripezie dei giorni precedenti, ci voleva una pausa. In ogni caso risentiamo ancora della fatica di ieri.

7 Agosto 2017 . Ormai la prima colazione é assegnata al locale La Boulangerie al 222 di Sutter street. La mattina é sempre nebbioso. Il quartiere in cui siamo, il Financial District é a ridosso di Union Square e Market Street, i cuori pulsanti della cittá. Dopo la colazione fatta a base di ottimi cornetti, baguette con burro e marmellata con un caffé latte degno del Mulino Bianco, sosta di nuovo al ns Le Meridien e via Battery Street raggiungiamo l’Embarcadero. Speriamo che l’amico medio orientale abbia rimediato i biglietti per Alcatraz. Il bravo Fahti é di parola e finalmente potremo visitare la mitica prigione Americana. Un’altra escursione da non perdere é Yosemite, prenotata per il successivo venerdí. Attendiamo il primo pomeriggio per attraversare di nuovo in bike il Golden Gate. Splendida pedalata. Riusciamo anche a visitare Fort Point, uno dei tre capisaldi militari della baia. Sosta al pier 8 per cenare e ritorno all’hotel. Giornata lunghissima e faticosa! Non ci fermiamo mai. Sembrano passati 15 giorni!

8 Agosto 2017. Martedí dedicato ad Alcatraz. Luogo da non perdere. Interessante e piacevole. Forse troppo mitizzato.  C’è addirittura un ex carcerato che firma il suo libro in vendita. Da ospite di Alcatraz a scrittore! Ok American Dream. Non lo comprerò mai! Completiamo la giornata con shopping lungo Market Street e il mega centro commerciale WestField con tutte le marche piú note. Ci sarebbero da riempire pagine per tutte le piccole avventure che viviamo in questa SF, piena di contraddizioni, ma con un suo fascino. Note negative la foschia mattutina e i tanti homeless.

9 Agosto 2017. Alla rituale colazione della Boulangerie, segue un fuori programma. Si va a Divisadero street per trovare un negozio di giochi, un pochino fuori dal centro e tocca prendere il bus nazional popolare 21. Non prima di una puntata al Pier 1 per vedere gli orari del ferry di Oakland e Berkeley, visita che ci aspetta sabato. Dobbiamo vedere come funziona. Riusciamo a prendere i tram storici elettrici di SF alternati agli autobus moderni per muoverci meglio. Uscendo dal centro si incontrano tizi improbabili e attraversiamo una zona che profuma di pura delinquenza. Il negozio di giochi si rivela una delusione. Attraversare mezza città e ritrovarsi in un negozietto non è certo il massimo. Si torna al pier 39 per prendere le bike e visitare Presidio, nei pressi del Golden Gate, avamposto militare americano dal 1846. Luogo splendido, ora parco con ancora le casermette e postazioni. Lasciamo stare il museo dedicato alla famiglia Disney, entriamo in un altro dedicato al primo miliardario di queste parti, una specie di Gates delle origini. Puntata pure al cimitero dell’esercito e conclusione della giornata con cena presso la catena In and Out. La mia classifica per le grandi catene vede Five Guys prima, Johnny Rockett, Mc Donald. Tocca però rivedere qualche cosa. Qui a SF abbiamo anche Super Duper, non male, tutto genuino, organico, ma costoso. Dimenticavo di accennare a un piatto tipico che sicuramente non assaggeró: la zuppa di vongole mangiata in una coppa di pane particolare…non fa per noi. Rientro senza problemi in albergo, ma scopriamo che girare oltre le 9 lungo market street e dintorni non é l’ideale a causa dei numerosi homeless. Sembra di stare sul set di Walking Dead. Li ribattezziamo Zombie! Dovevamo trovare un supermarket 24 ore,  ma abbiamo avuto qualche piccolo timore a camminare per strade letteralmente infestate. Siamo veramente stanchi. Domani ci aspettava Muir Woods, cambiamo programma per rallentare il ritmo.

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August 21, 2017 at 12:58 pm

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California – day 3

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5 Agosto. Sabato. Sveglia molto presto. Colazione alla Boulangerie e affitto bike per attraversare il Golden Gate e avventurarci a Sausalito e Tiburon, due localitá fronte SF immerse nella natura e in parchi naturali. Di mattina la solita fog che avvolge la cittá. Il ponte é invisibile ed emette un suono angosciante cadenzato per avvertire della sua imponente presenza. É molto nuvoloso, con pioggerellina latente. La compagnia Blazing Saddles al pier 41 ci affitta le bike e partenza. Non é una passeggiata, ma una vera avventura quella che affronteremo. Attraversamento del ponte completamente avvolto nella nebbia, arrivo a Sausalito percorrendo saliscendi per 20 chilometri, altri 20 per arrivare a Tiburon, sbagliando sentiero piú volte. Una marea di salite e il sole si fa sentire. Dopo 6 ore e trenta raggiungiamo l’ameno luogo. La natura ci regala spettacolari scenari e pedaliamo lungo un corso d’acqua pieno di squali a non piú di 4 mt di distanza. Pranzo nazional popolare alla catena Woodlands. Per il ritorno prendiamo il ferry e si fa amicizia con un gruppo di tedeschi. Tralascio altri particolari, ma arriviamo in albergo letteralmente esausti. Alle 9 ora locale ci addormentiamo prede di una stanchezza indicibile. Non abbiamo nemmeno la forza di andare a cena. Giornata da bollino rosso, ma esperienze indimenticabili.
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August 20, 2017 at 1:48 pm

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California 2017 – day 2

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4 Agosto 2017. Ci svegliamo presto dopo una bella dormita. Lettone comodo e temperatura primaverile. San Francisco é lá fuori, tutta da scoprire. Il primo problema é comunque la colazione. Come al solito, il breakfast in albergo costa fra i 36 e i 40 dollari. Sará opportuno cercare fuori. Abbiamo subito fuori dall’albergo l’immancabile Starbucks e una catena chiamata Peet’s and Coffee. Io e Simona vogliamo un locale tipo “Le Pain Quotidienne” con pane e marmellata e un buon caffé latte. Ovviamente non c’é a SF la catena francese e con micro mappa dell’albergo giriamo alla ricerca di un buon locale. Finiamo per caso a Chinatown, tocchiamo Market Road, Union Square, si sbaglia qualche strada ( la pianta di SF non é quella tipica ordinata delle grandi cittá americane), ma alla fine per puro caso ecco La Boulangerie. Un breakfast shop tipo Le Pain con caffé latte favoloso, baguette fresca di forno e cornetti deliziosi. Ricca colazione con marmellata e locale. Promosso!
Dobbiamo organizzare tutte le escursioni e visite. Ci dirigiamo nel cuore pulsante di SF, l’Embarcadero. Una sorta di lunga zona turistica portuale che dá sull’oceano piena di locali e attrazioni. Il nostro albergo é in Battery street. Ci vogliono circa 10 minuti di cammino. Raggiungiamo la meta senza problemi. Come dicevo tempo primaverile. Dopo il caldo di casa, non sembra vero. Lungo l’Embarcadero si alternano i vari Piers, numerati da 1 a non ricordo piú. Il piú importante dei Piers é il 39, pieno di negozi e ristorantini. Percorrendo l’Embarcadero si raggiunge il noto Fisherman’s Wharf, dove si possono gustare piatti a base di granchio, gamberetti o aragosta. Immancabile da queste parti il clam chowder, una zuppa a base di vongole da consumarsi in una coppa fatta di pane duro.  C’é una serie di banchi presso cui prendere al volo piatti di pesce a prezzi nazional popolari. Da non perdere il museo della meccanica, luogo in cui ci sono tutti i giochi meccanici di una volta, funzionanti e divertenti. Flipper d’epoca stupendi, macchinette della fortuna che ti regalano le carte oppure scenette che si avviano con 25 centesimi. Adiacente il museo una piccola mostra dedicata alla seconda guerra mondiale con il sommergibile USS Pampanito e una nave mercantile perfettamente funzionante. Il problema del giorno é: non abbiamo i biglietti per Alcatraz e pare sia un luogo da non perdere, ma sono esauriti. Chiediamo ai banchi turisti qua e lá e finalmente troviamo tale Olivia. La signora dice che i biglietti riesce a trovarli, ma con il package giro turistico della cittá. Va beh, tutto il mondo é paese, accettiamo. La signora ci spedisce da tale Fahti, mediorientale che su un quaderno lurido e pasticciato annota i nostri due nomi. Pagamento fifty now e fifty alla consegna. Prendo la carta di credito. No solo cash! Te pareva, Siamo finiti nella piccola mafia di San Francisco per la vendita dei biglietti di Alcatraz. Alla fine gli dó il contante. Cammina, cammina, dopo aver visitato l’Embarcadero, si fa ora di cena. Destinazione Whole Foods. La ns catena preferita. Non é proprio dietro l’angolo. Avete presente quei tipici saliscendi di SF? Ce li facciamo tutti! Al ritorno prendiamo al volo i tipici tram in legno della cittá che si muovono grazie a un grande cavo metallico impiantato nel terreno con leve che lo tirano secondo necessità20170804_145315. Giornata dalle mille scoperte. Dobbiamo rallentare il ritmo. Si, le ultime parole famose!

Written by dago64

August 20, 2017 at 1:43 pm

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California 2017 day 1

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3 Agosto 2017. Ore 7.10. Partenza vacanze 2017.  Anche quest’ anno destinazione Stati Uniti, nazione amata e desiderata. La meta precisa é  San Francisco costa Ovest sull’Oceano Pacifico dove io e la mia compagna di viaggio e amatissima moglie Simona mai siamo stati. Il volo é alle 11.55, compagnia American Airlines. Sappiate sempre che leggere American Airlines (AA) non é proprio segno di qualitá. Infatti…
Imbarco regolare, due passeggeri ritardatari, ma solo 10 minuti di ritardo, aereo che rulla regolarmente pronto per lanciarsi e…”é il pilota che vi parla, per un piccolo guasto dobbiamo tornare al gate. Non funziona la spia freni”. Ecco, dopo aver scoperto che il volo diretto era con scalo a Charlotte (North Carolina), cambio aereo con tempo limitato per fare immigrazione, check out e altro check in, seconda brutta notizia. Nel frattempo mi avevano anche annullato la visita a Alcatraz e Yosemite causa overbooking ferry per la famosa isola. Fra falsi annunci di decollo, pilota che ci intrattiene e hostess molto anziane ( tipico per i voli transoceanici sulle compagnie aeree americane) che servono pretzels e bibite, alle 13.55 decolliamo da Roma. Il connection flight a Charlotte é ormai perso. Si prospetta la notte in qualche ameno alberghetto della Carolina. Il volo fino a Charlotte di circa 10 ore procede tranquillo. L’aereo, un A330 non é il massimo per la multimedialitá e la dotazione elettronica. Schermi al touch si fa per dire e carenti di manutenzione. Ok, questo da AA aspettatevelo spesso.
Il pilota é comunque simpatico e bravo. Atterra a Charlotte senza farci sentire un rumore all’atterraggio. Va beh, consoliamoci.
L’aeroporto internazionale Douglas di Charlotte é veramente elegante. Il sesto per ordine d’importanza degli States. Siccome é tardi, ho paura che dormiremo in aeroporto o in albergo nelle vicinanze. Capita quando fai questi viaggi lunghi. Nulla di tutto questo. Espletate le lunghe procedure di immigrazione, riprendiamo velocemente il baggage e cerchiamo il desk AA. Trovato, impiegata very kind e otteniamo una nuova carta d’imbarco su volo delle 20.25 ora locale. Ci sono altre 5 ore e passa a San Francisco, arriveremo calcolando il fuso orario circa alle 11. Il nuovo aereo é tutto meno che nuovo, ci servono solo pretzels, una bevanda e non ci sono monitor di intrattenimento. Il solito volo interno AA ! Fra una turbolenza e un’altra si giunge a San Francisco. Nessun problema al ritiro bagagli e direzione Terminal uno dell’aeroporto per passaggio in cittá. Non ho prenotato i trasferimenti in quanto facciamo sempre tutto al volo, proprio perché con i lunghi voli si corre il rischio di perdere il passaggio. Troviamo il T1 qui a SF, ma ho paura che, data l’ora, dovremo prendere un taxi. Solitamente uso la compagnia Super Shuttle, che usa van blu molto comodi ed economici, ma ho poche speranze di trovare un addetto. Invece ecco profilarsi all’orizzonte ragazza orientale, con divisa blu e tablet per la prenotazione. Got it. Sul van chiacchierata con signora del posto per prendere informazioni sulla cittá e finalmente eccoci a Le Meridien di Battery Street. Check in senza problemi, impiegato orientale molto gentile e prendiamo possesso della camera con vista sulla baia. Notevole ed elegante. Una buona notizia finalmente. Io e Simona guardiamo la sveglia prima di addormentarci. É l’una e trenta della notte. 30 ore per raggiungere la California. Un massacro. Da domani vera vacanza!
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Written by dago64

August 19, 2017 at 12:25 am

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Another School Year is over…

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Un altro anno scolastico è finito, un’altra piccola avventura in quell’istituto che ormai da 7 anni mi ospita. Un anno non facile, teso, pesante, in pratica ho discusso con parecchi colleghi, e alla fine ti senti molto scarico, senza più molto da dire. Ricordo come avevo cominciato l’anno esclamando: “ho un’idea romantica della scuola e intendo mantenerla, altrimenti non possiamo più chiamarla scuola!”. Ma quel primo settembre non mi resi conto di quanto fosse tutto cambiato nella “mia” scuola. In meglio, in peggio? Non lo so, rimane il fatto che il lavoro è sembrato doppio e lentamente ho iniziato a cambiare atteggiamento e mi è sparito il sorriso. Qualcuno mi dirà: ok, ma in qualità di docente devi insegnare, non farti gli amici al lavoro. Vero, per quanto spesso la direzione che ha preso la scuola italiana sia pessima, noi docenti non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo dei studentelli da istruire e modellare. Il momento della lezione, il momento dell’Istruzione è il primo obiettivo…il resto è solamente aria fritta. Il magic moment della scuola sta proprio in quel momento in cui entri, dici good morning to everybody (o Hi Guys!) e imposti la lezione, cercando di dare il meglio che puoi. Sono proprio questi istanti che ti fanno amare il mestiere del docente, i tuoi sforzi devono tendere a trasmettere nel migliore dei modi, il tuo scopo è là di fronte a te. La classe non diventa rifugio, ma palcoscenico del docente aiutato dai suoi allievi. Là ti tornano le forze e i sorrisi che ti fanno fare gli studenti, adolescenti pieni di vita, fallaci, ma che ti trasmettono un’energia indescrivibile…ok non sempre, spesso ti fanno uscire il fegato!!! :). E, giunti all’8 giugno 2017 puoi affermare: Ehi, ma alla fine, malgrado tutto, ti sei divertito un mondo a insegnare e trasmettere. Dai tempi del liceo di Terracina non avevo classi così a lungo. Ho il 5B chimico da tre anni, come il 4 e il 3. Ormai ci conosciamo. Anche loro sanno ormai a menadito i miei punti deboli e li sfruttano alla grande. Questa guerra docente/alunni è sempre stimolante…tanto vinco sempre io! Quest’anno sono stato un pochino freddo nei saluti finali soprattutto con le mie classi, ma solo grazie a loro posso dire di aver ritrovato il sorriso e gli stimoli. Quindi grazie a tutti i miei studenti del Rosselli che mi hanno fatto trascorrere un altro anno degno di nota. Sapete come si fa in Accademia? Ecco, li vorrei abbracciare ad uno ad uno e augurar loro Buona Fortuna…beh, con molti mi vedrò next year, ma non si sa mai, sempre stato gipsy Teacher e le strade della scuola sono infinite!! All’orizzonte già si profila l’ennesima maturità…se conto bene è la mia quindicesima! Anche in questo caso tocca trovare stimoli. Non sarà il Liceo Classico di Latina la mia casa della maturità, bensì il Marconi di Latina e il Giulio Cesare di Sabaudia. Chissà! Hi Guys c u next year and Stay Tuned!
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Written by dago64

June 7, 2017 at 6:35 pm

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