Mauro Faina's blog

School Adventures

California – day 3

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5 Agosto. Sabato. Sveglia molto presto. Colazione alla Boulangerie e affitto bike per attraversare il Golden Gate e avventurarci a Sausalito e Tiburon, due localitá fronte SF immerse nella natura e in parchi naturali. Di mattina la solita fog che avvolge la cittá. Il ponte é invisibile ed emette un suono angosciante cadenzato per avvertire della sua imponente presenza. É molto nuvoloso, con pioggerellina latente. La compagnia Blazing Saddles al pier 41 ci affitta le bike e partenza. Non é una passeggiata, ma una vera avventura quella che affronteremo. Attraversamento del ponte completamente avvolto nella nebbia, arrivo a Sausalito percorrendo saliscendi per 20 chilometri, altri 20 per arrivare a Tiburon, sbagliando sentiero piú volte. Una marea di salite e il sole si fa sentire. Dopo 6 ore e trenta raggiungiamo l’ameno luogo. La natura ci regala spettacolari scenari e pedaliamo lungo un corso d’acqua pieno di squali a non piú di 4 mt di distanza. Pranzo nazional popolare alla catena Woodlands. Per il ritorno prendiamo il ferry e si fa amicizia con un gruppo di tedeschi. Tralascio altri particolari, ma arriviamo in albergo letteralmente esausti. Alle 9 ora locale ci addormentiamo prede di una stanchezza indicibile. Non abbiamo nemmeno la forza di andare a cena. Giornata da bollino rosso, ma esperienze indimenticabili.
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Written by dago64

August 20, 2017 at 1:48 pm

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California 2017 – day 2

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4 Agosto 2017. Ci svegliamo presto dopo una bella dormita. Lettone comodo e temperatura primaverile. San Francisco é lá fuori, tutta da scoprire. Il primo problema é comunque la colazione. Come al solito, il breakfast in albergo costa fra i 36 e i 40 dollari. Sará opportuno cercare fuori. Abbiamo subito fuori dall’albergo l’immancabile Starbucks e una catena chiamata Peet’s and Coffee. Io e Simona vogliamo un locale tipo “Le Pain Quotidienne” con pane e marmellata e un buon caffé latte. Ovviamente non c’é a SF la catena francese e con micro mappa dell’albergo giriamo alla ricerca di un buon locale. Finiamo per caso a Chinatown, tocchiamo Market Road, Union Square, si sbaglia qualche strada ( la pianta di SF non é quella tipica ordinata delle grandi cittá americane), ma alla fine per puro caso ecco La Boulangerie. Un breakfast shop tipo Le Pain con caffé latte favoloso, baguette fresca di forno e cornetti deliziosi. Ricca colazione con marmellata e locale. Promosso!
Dobbiamo organizzare tutte le escursioni e visite. Ci dirigiamo nel cuore pulsante di SF, l’Embarcadero. Una sorta di lunga zona turistica portuale che dá sull’oceano piena di locali e attrazioni. Il nostro albergo é in Battery street. Ci vogliono circa 10 minuti di cammino. Raggiungiamo la meta senza problemi. Come dicevo tempo primaverile. Dopo il caldo di casa, non sembra vero. Lungo l’Embarcadero si alternano i vari Piers, numerati da 1 a non ricordo piú. Il piú importante dei Piers é il 39, pieno di negozi e ristorantini. Percorrendo l’Embarcadero si raggiunge il noto Fisherman’s Wharf, dove si possono gustare piatti a base di granchio, gamberetti o aragosta. Immancabile da queste parti il clam chowder, una zuppa a base di vongole da consumarsi in una coppa fatta di pane duro.  C’é una serie di banchi presso cui prendere al volo piatti di pesce a prezzi nazional popolari. Da non perdere il museo della meccanica, luogo in cui ci sono tutti i giochi meccanici di una volta, funzionanti e divertenti. Flipper d’epoca stupendi, macchinette della fortuna che ti regalano le carte oppure scenette che si avviano con 25 centesimi. Adiacente il museo una piccola mostra dedicata alla seconda guerra mondiale con il sommergibile USS Pampanito e una nave mercantile perfettamente funzionante. Il problema del giorno é: non abbiamo i biglietti per Alcatraz e pare sia un luogo da non perdere, ma sono esauriti. Chiediamo ai banchi turisti qua e lá e finalmente troviamo tale Olivia. La signora dice che i biglietti riesce a trovarli, ma con il package giro turistico della cittá. Va beh, tutto il mondo é paese, accettiamo. La signora ci spedisce da tale Fahti, mediorientale che su un quaderno lurido e pasticciato annota i nostri due nomi. Pagamento fifty now e fifty alla consegna. Prendo la carta di credito. No solo cash! Te pareva, Siamo finiti nella piccola mafia di San Francisco per la vendita dei biglietti di Alcatraz. Alla fine gli dó il contante. Cammina, cammina, dopo aver visitato l’Embarcadero, si fa ora di cena. Destinazione Whole Foods. La ns catena preferita. Non é proprio dietro l’angolo. Avete presente quei tipici saliscendi di SF? Ce li facciamo tutti! Al ritorno prendiamo al volo i tipici tram in legno della cittá che si muovono grazie a un grande cavo metallico impiantato nel terreno con leve che lo tirano secondo necessità20170804_145315. Giornata dalle mille scoperte. Dobbiamo rallentare il ritmo. Si, le ultime parole famose!

Written by dago64

August 20, 2017 at 1:43 pm

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California 2017 day 1

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3 Agosto 2017. Ore 7.10. Partenza vacanze 2017.  Anche quest’ anno destinazione Stati Uniti, nazione amata e desiderata. La meta precisa é  San Francisco costa Ovest sull’Oceano Pacifico dove io e la mia compagna di viaggio e amatissima moglie Simona mai siamo stati. Il volo é alle 11.55, compagnia American Airlines. Sappiate sempre che leggere American Airlines (AA) non é proprio segno di qualitá. Infatti…
Imbarco regolare, due passeggeri ritardatari, ma solo 10 minuti di ritardo, aereo che rulla regolarmente pronto per lanciarsi e…”é il pilota che vi parla, per un piccolo guasto dobbiamo tornare al gate. Non funziona la spia freni”. Ecco, dopo aver scoperto che il volo diretto era con scalo a Charlotte (North Carolina), cambio aereo con tempo limitato per fare immigrazione, check out e altro check in, seconda brutta notizia. Nel frattempo mi avevano anche annullato la visita a Alcatraz e Yosemite causa overbooking ferry per la famosa isola. Fra falsi annunci di decollo, pilota che ci intrattiene e hostess molto anziane ( tipico per i voli transoceanici sulle compagnie aeree americane) che servono pretzels e bibite, alle 13.55 decolliamo da Roma. Il connection flight a Charlotte é ormai perso. Si prospetta la notte in qualche ameno alberghetto della Carolina. Il volo fino a Charlotte di circa 10 ore procede tranquillo. L’aereo, un A330 non é il massimo per la multimedialitá e la dotazione elettronica. Schermi al touch si fa per dire e carenti di manutenzione. Ok, questo da AA aspettatevelo spesso.
Il pilota é comunque simpatico e bravo. Atterra a Charlotte senza farci sentire un rumore all’atterraggio. Va beh, consoliamoci.
L’aeroporto internazionale Douglas di Charlotte é veramente elegante. Il sesto per ordine d’importanza degli States. Siccome é tardi, ho paura che dormiremo in aeroporto o in albergo nelle vicinanze. Capita quando fai questi viaggi lunghi. Nulla di tutto questo. Espletate le lunghe procedure di immigrazione, riprendiamo velocemente il baggage e cerchiamo il desk AA. Trovato, impiegata very kind e otteniamo una nuova carta d’imbarco su volo delle 20.25 ora locale. Ci sono altre 5 ore e passa a San Francisco, arriveremo calcolando il fuso orario circa alle 11. Il nuovo aereo é tutto meno che nuovo, ci servono solo pretzels, una bevanda e non ci sono monitor di intrattenimento. Il solito volo interno AA ! Fra una turbolenza e un’altra si giunge a San Francisco. Nessun problema al ritiro bagagli e direzione Terminal uno dell’aeroporto per passaggio in cittá. Non ho prenotato i trasferimenti in quanto facciamo sempre tutto al volo, proprio perché con i lunghi voli si corre il rischio di perdere il passaggio. Troviamo il T1 qui a SF, ma ho paura che, data l’ora, dovremo prendere un taxi. Solitamente uso la compagnia Super Shuttle, che usa van blu molto comodi ed economici, ma ho poche speranze di trovare un addetto. Invece ecco profilarsi all’orizzonte ragazza orientale, con divisa blu e tablet per la prenotazione. Got it. Sul van chiacchierata con signora del posto per prendere informazioni sulla cittá e finalmente eccoci a Le Meridien di Battery Street. Check in senza problemi, impiegato orientale molto gentile e prendiamo possesso della camera con vista sulla baia. Notevole ed elegante. Una buona notizia finalmente. Io e Simona guardiamo la sveglia prima di addormentarci. É l’una e trenta della notte. 30 ore per raggiungere la California. Un massacro. Da domani vera vacanza!
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Written by dago64

August 19, 2017 at 12:25 am

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Another School Year is over…

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Un altro anno scolastico è finito, un’altra piccola avventura in quell’istituto che ormai da 7 anni mi ospita. Un anno non facile, teso, pesante, in pratica ho discusso con parecchi colleghi, e alla fine ti senti molto scarico, senza più molto da dire. Ricordo come avevo cominciato l’anno esclamando: “ho un’idea romantica della scuola e intendo mantenerla, altrimenti non possiamo più chiamarla scuola!”. Ma quel primo settembre non mi resi conto di quanto fosse tutto cambiato nella “mia” scuola. In meglio, in peggio? Non lo so, rimane il fatto che il lavoro è sembrato doppio e lentamente ho iniziato a cambiare atteggiamento e mi è sparito il sorriso. Qualcuno mi dirà: ok, ma in qualità di docente devi insegnare, non farti gli amici al lavoro. Vero, per quanto spesso la direzione che ha preso la scuola italiana sia pessima, noi docenti non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo dei studentelli da istruire e modellare. Il momento della lezione, il momento dell’Istruzione è il primo obiettivo…il resto è solamente aria fritta. Il magic moment della scuola sta proprio in quel momento in cui entri, dici good morning to everybody (o Hi Guys!) e imposti la lezione, cercando di dare il meglio che puoi. Sono proprio questi istanti che ti fanno amare il mestiere del docente, i tuoi sforzi devono tendere a trasmettere nel migliore dei modi, il tuo scopo è là di fronte a te. La classe non diventa rifugio, ma palcoscenico del docente aiutato dai suoi allievi. Là ti tornano le forze e i sorrisi che ti fanno fare gli studenti, adolescenti pieni di vita, fallaci, ma che ti trasmettono un’energia indescrivibile…ok non sempre, spesso ti fanno uscire il fegato!!! :). E, giunti all’8 giugno 2017 puoi affermare: Ehi, ma alla fine, malgrado tutto, ti sei divertito un mondo a insegnare e trasmettere. Dai tempi del liceo di Terracina non avevo classi così a lungo. Ho il 5B chimico da tre anni, come il 4 e il 3. Ormai ci conosciamo. Anche loro sanno ormai a menadito i miei punti deboli e li sfruttano alla grande. Questa guerra docente/alunni è sempre stimolante…tanto vinco sempre io! Quest’anno sono stato un pochino freddo nei saluti finali soprattutto con le mie classi, ma solo grazie a loro posso dire di aver ritrovato il sorriso e gli stimoli. Quindi grazie a tutti i miei studenti del Rosselli che mi hanno fatto trascorrere un altro anno degno di nota. Sapete come si fa in Accademia? Ecco, li vorrei abbracciare ad uno ad uno e augurar loro Buona Fortuna…beh, con molti mi vedrò next year, ma non si sa mai, sempre stato gipsy Teacher e le strade della scuola sono infinite!! All’orizzonte già si profila l’ennesima maturità…se conto bene è la mia quindicesima! Anche in questo caso tocca trovare stimoli. Non sarà il Liceo Classico di Latina la mia casa della maturità, bensì il Marconi di Latina e il Giulio Cesare di Sabaudia. Chissà! Hi Guys c u next year and Stay Tuned!
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Written by dago64

June 7, 2017 at 6:35 pm

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Barcellona – 7th Day

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Martedì 2 maggio. Ultimo giorno. Come detto nel precedente post, il grande esodo per il rientro è stato veramente gradevole. Se il viaggio all’andata era stato sofferto causa brutto tempo e ansia da raggiungimento meta, il ritorno è stato tranquillo, rilassante e senza il mal di mare!!! Si gioca a Monopoli, carte, si chiacchiera, sala giochi con biliardino e dischetti e… arrivo addirittura con 10 minuti in anticipo con soddisfazione dell’intero simpatico gruppo che ha trovato una stupenda amalgama giorno dopo giorno. Non di poco conto questo dettaglio. Classi con studenti di indirizzi diversi e di motivazioni differenti hanno trovato un ottimo spirito collaborazione e di comlicità. Ci credo, hanno fatto quello che hanno voluto!! 🙂 Good Guys! A Civitavecchia, fra la felicità e allo stesso tempo tristezza dei ragazzi, ci attendono gli autobus per portarci al Rosselli di Aprilia. I soliti due autisti un pochino pericolosi, ma grazie a dio si raggiunge il paesello. Ci salutiamo tutti quanti con un piccolo rammarico. Tutto sommato un viaggio è sempre esperienza e crescita e questa piccola avventura non è stata da meno. Certo, si può fare sempre meglio, ma accontentiamoci.
Ho perso il conto delle gite fatte sin dal lontano 1999, anno in cui feci la prima gita con un quinto classico del Meucci proprio a Barcellona. 30? 40? Non so, ma se contano i risultati, i problemi sono sempre stati minimi e il divertimento massimo. Good job!
E domani si riparte con una giornata dedicata ai miei ragazzini del primo. Secondo me sarà molto faticosooooo!!! c u soon!

Written by dago64

May 3, 2017 at 9:28 pm

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Barcellona – 6th day

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Lunedì 1 maggio. Inizia il lungo avvicinamento verso casa. Lasciamo il tipico albergo per scolaresche, decente il cibo comunque. In compagnia di due colleghi si va a prendere un ultimo caffè. Purtroppo non c’è stata amalgama nel gruppo docenti, diversi punti di vista, incomprensioni e si è evidenziata una “serena” spaccatura. Va beh, c’è di peggio. In tarda mattinata il bus, con il nostro solito autista a cui diamo una piccola mancia di riconoscenza per la pazienza, ci porta a Barcellona, dove trascorriamo tutta la giornata prima di imbarcarci alle 20 circa. Non passa mai questa giornata. Ci sono parecchie manifestazioni pro lavoratori, polizia antisommossa e pattuglie ovunque. In compagnia di un alunno facciamo compere, mangio e poi pomeriggio sul prato con altro gruppo. Ennesima visita al Mare Magnum, mercatino e finalmente alle 19.15 l’ultimo salto verso il porto. Biglietti, distribuzione come al solito farraginosa con me spettatore, ma in perfetto orario saliamo a bordo. Il traghetto è targato Grimaldi e tutto sommato ha un accettabile livello di comfort. A differenza dell’andata, tutte le operazioni non subiscono intoppi. La traversata si prospetta tranquilla, viste le serene condizioni del tempo. Partenza puntuale. Cabina per i prof spaziosa e comoda. Ceno a base di pesce e dato che tutto appare tranquillo, ci si butta a riposare. La vera prima notte in cui faccio una vera dormita. Mi sveglio a Porto Torres o, meglio, la wife mi sveglia con una telefonata.

Written by dago64

May 3, 2017 at 9:07 pm

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Barcellona – 5th Day

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Domenica 30 aprile. Si parte allegramente per il MontJuic e relativi impianti olimpici. Qui il gruppo non è preparato, anzi peggio. Molte incertezze, freddo, vento, non una grande scelta. Partita a biliardino, breve camminata, vento sferzante e gelido. Si torna subito a Barcellona per poi ripartire nel pomeriggio alla volta del Nou Camp, il covo di Messi e compagni. Prima di raggiungere uno dei templi di Barcellona, il gruppo si divide. Non tutti sono giustamente interessati a visitare lo stadio. Ci si dà appuntamento per le 17.
Mi ricordavo l’impianto più spartano. Tocca inventarsi qualche cosa in quanto per risparmiare dovremmo presentare lista scuola intestata. Mmmmm bene, mi faccio prestare dall’artista di turno un bel foglio bianco. Scriviamo i nomi per bene in stampatello, utilizzo una nomina con carta intestata e torno alla cassa. Sorriso a 300 denti, perfetto inglese con tono di giustificazione tipo ho finito le liste 🙂 e ovviamente il presso studente è ottenuto. Coltellata per i docenti che devono pagare prezzo pieno. Poteva andare meglio! La memoria non mi aiuta. Sono più di dieci anni che non tornavo qui e trovo tutto più curato, moderno e con molti cambiamenti. Gli ultimi 8 anni sono stati solo trionfi per gli azulgrana e si vede. Tre coppe campioni e del mondo, foto di successi ovunque. Complimenti. L’impianto è sempre un bel vedere. Riesco a spendere i soldi per delle foto con la coppa campioni. Sorrido. Quest’anno non la vinceranno. La visita rende felici tutti. Complimenti. Ripassiamo a Barcellona a riprendere coloro non interessati e ritorno alla base.
L’ultima vera serata. Troviamo il tempo di festeggiare due compleanni, molti terminano in discoteca il loro cammino. Piove, purtroppo, ma tutto sommato non risulta un gran fastidio. Abbiamo anche modo di salutare Fausto di Empoli che ci ha ospitato nel suo locale praticamente ogni giorno fra aperitivi , caffè e post cena. La gita è quasi finita. Ne sono molto contento, ho mantenuto la parola con i ragazzi, li ho resi felici e non fa male mettere prima gli interessi di coloro che ti circondano. Nottata un pochino preoccupata riguardo alle mattate che potrebbero fare le orde del Rosselli. Fortunatamente la mattina solo notizie positive.

Written by dago64

May 3, 2017 at 8:57 pm

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